Da discreto tempo e sempre più frequentemente, siamo invasi di articoli e vignette che dovrebbero riassumere la differenza tra Manager/Boss in contrapposizione al Leader, ritraendo quest ultimo come un’ evoluzione illuminata.

Andiamo controcorrente: servono sia Manager che Leader

La premessa che dovrebbe valere è che innanzitutto un Manager ha una connotazione gerarchica, con responsabilità e incarichi di direzione, mentre un Leader può anche essere nascosto tra le file, essere uno del gruppo che spicca particolarmente tra gli altri con diverse doti, come John Cusack in “Runaway Jury”.

Se guardiamo il mondo dello sport di squadra, raramente il Leader dell squadra è l’allenatore, spesso è il capitano, ma molto più di frequente sono altri giocatori che “fanno spogliatoio”, tengono la squadra unita anche nelle difficoltà, sono motivatori ed elementi di coesione.

Facilmente, mappando le relazioni all’interno di una Azienda nelle sue diverse sfaccettature, necessità e valutando come funzionano i processi relazionali, noteremo come alcuni elementi del gruppo risultano fondamentali. Diventano centro della nostra “costellation” esponendo la loro capacità di Leadership a discapito di quanto leggeremmo dal semplice organigramma.

Sono quelle persone necessarie per il Cambiamento, nelle fusioni ed acquisizioni, nel creare un network virtuoso interno ed esterno all’Azienda.

In un contesto Aziendale e in comparazione di incarico e ruolo, per esperienza e professione mi sento di dire che è importante invece la co-esistenza di Manager e Leaders, che entrambi necessari e che abbiano peculiarità e sfaccettature necessarie all’interno dell’Azienda.

manager virtuosi sanno esattamente come una cosa va fatta, quando va fatta, quali strumenti utilizzare, calcolare e pianificare, coordinare le persone e hanno una visione manageriale che in primis vuol dire “gestire”, spesso lo status quo.

I leader sono quelli capaci di vedere se la strada è però quella giusta o meno.

Come dice Covey in “The 7 Habits of Highly Effective People”, davanti ad un incarico di costruire una strada attraverso la foresta, il Manager è quello che immediatamente crea il piano, coordina le persone, scrive il budget al dettaglio ed inizia il taglio degli alberi in orario e con perfetta sequenza.

Il Leader è quello che per prima cosa sale sopra un albero e da lassù guarda qual è la direzione giusta.

Quindi perché tutto questo focus sulla Leadership?

Questo è il reale focus. Non la contrapposizione ma come rendere sinergico questo binomio.

I Manager di oggi, che essi siano Quadri o Dirigenti, sotto sottoposti a sfide contestuali moderne sempre più dinamiche, influenti e frequenti nella Aziende di ogni dimensione ed Industry.

In particolare, non in ordine di importanza:

  • Essere innovativi nei processi e nell’esecuzione
  • Dirigere Team multiculturali, remoti, smart working e diversity
  • Internazionalizzarsi verso i Clienti, i fornitori e gli stakeholders in generale
  • Fiutare opportunità oltre i propri compiti e limiti geografici
  • Gestire risorse sempre più scarse, sia di personale o di soldi
  • Gestire le dinamiche in casi di M&A o subentri di fondi di private equity
  • Maneggiare prodotti e servizi differenti
  • Essere agente di cambiamento o esserne subito follower
  • Saper lavorare in contesti senza o con limitata gerarchia

Tutti contesti e sfide disruptive che, se vale l’esempio di prima, chiedono molta più visione, molto più mettersi in discussione e un cambio di paradigma. Saper cambiare la propria pelle e del proprio Team più volte affrontando nuove sfide a cui adattarsi, al diverso e necessariamente, saper accettare e lavorare sui fallimenti.

Un manager troppo legato agli stereotipi da vignetta, di cui non nego l’esistenza, rischiano di avere quindi vita breve in un contesto Aziendale moderno.

I Leadership Programs sono necessari

Molte Aziende che nel tempo non sono state capaci di realizzare percorsi di cambiamento del proprio Capitale Umano (Formazione, Coaching, sviluppo delle Soft Skills,) si ritrovano sempre di più a cercare sul mercato figure di Temporary Management in grado di essere Agenti di Cambiamento e di implementare nuove metodologie. Professionisti preparati che lavorano però su obiettivi di breve termine spesso raggiunti grazie alla loro preparazione ma che rischiano di minare gli obiettivi e i risultati di medio e lungo termine se non accompagnati, in parallelo, da una reale trasformazione dell’ Azienda. Trasformazione necessaria per implementare i nuovi processi hard e soft e per creare valore verso i propri Clienti.

Molte Aziende consapevoli di volta in volta lanciano dei “Leadership Programs” atti proprio a infondere nella propria struttura una diversa visone del loro ruolo attivo o passivo nelle attività lavorative fino al day by day. Percorsi studiati per lo sviluppo delle competenze soft della Proprietà, del Board, Executive level e Management per poi comprendere l’intera struttura in un processo bottom-up e top-down.

Attenzione, non tutti i programmi hanno però il successo sperato e gli Agenti di fallimento potrebbero essere diversi. Per questo tutto deve essere anticipato da uno studio e da un processo strutturato da parte di professionisti.

Andrea Tattanelli

Management Consultant – Business Coach – Trainer

“Se le tue azioni ispirano gli altri a sognare di più, imparare di più, fare di più e diventare di più, sei un leader.”

John Quincy Adams

Andrea Tattanelli

Andrea Tattanelli

Management Consultant - Business Coach - Project Manager

Andrea Tattanelli è un allenatore e facilitatore dei processi decisionali. Partner ideale per migliorare performance, produttività consapevolezza per raggiungere gli obiettivi.

Si occupa della valutazione, pianificazione e gestione del sistema organizzativo e del suo miglioramento in un contesto moderno in costante mutamento e che chiede all’organizzazione capacità di essere al passo delle diverse fasi che si affrontano nel naturale ciclo di vita dell’Azienda.

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